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Cinghiali

Una delle applicazioni più usuali per le nostre recinzioni è creare recinzioni anti intrusione per i cinghiali.

Perché fare una recinzione anti-intrusione per i cinghiali?

Per:

  • proteggere culture come patate, mais, noccioleti, piante da frutto.
  • evitare che scavino in parchi , Golf Club, e aiuole.
  • evitare che rovistino nei cassonetti dell’immondizia e devastino orti e giardini.

Grandissimi distruttori di orti, campi di mais e moltissime culture, grandi scavatori di pascoli, sono contenuti senza problemi dalle nostre recinzioni. La recinzione può essere posizionata sia su campo libero che nei boschi. Valgono le precauzioni del caso sopra descritto per evitare che erbe, legni e piante possano creare dispersioni. Ottimo l’utilizzo dei paletti/ isolatori Rif. 12/2 e Rif. 12/3 che ogni 50mt circa abbisognano un paletto tipo Rif. 47 con due tenditori Rif. 9F. Sono molto furbi e percorreranno tutto l’esterno della recinzione per trovare un passaggio. Consigliamo che se dovete passare piccoli rivi o avvallamenti prendiate dei blocchi di cemento con due fori. Inseriate il nostro Rif. 12/2 con la sua parte zigrinata e lo cementiate in modo da renderlo molto pesante per fare che con il suo peso tenga il vostro nastro a una altezza voluta costante. Ovviamente i paletti/isolatore dovranno essere orientati con il nastro più basso verso il lato dove si trovano gli animali da respingere. Pulizia e controlli assidui per evitare dispersioni sono obbligatori. Molto spesso gli impianti per cinghiali sono alimentati da Rif. E7 con pannelli solari: l’installazione dei pannelli solari Rif. PS1 deve solo rispettare il fatto che il pannello rimanga a circa 45° orientato verso sud. Due o tre altezze di nastro da 13 o 20 mm sono indicate per questi animali, i paletti possono essere posizionati ogni 4 o 5 metri.

Ecco come comporre i recinti anti cinghiali

  • due ordini (altezze) con nastro da 13mm B1 Antiurto di Sicurezza,
  • paletto speciale isolatore ogni 4m Rif. 12/2
  • alcuni isolatori Rif.9V per pali in legno che potrete utilizzare su V/s pali
  • ogni volta che vi sia un angolo o una curva Rif. 45V;
  • Ogni volta che si superano i 100m su palo in legno Rif.35V o Rif. 9F
  • elettrificazione a batteria a lenta scarica Rif. E7 + Batteria Rif. 31 con cavetto Rif. 59L
  • ogni recinto può comprendere cancelli da montare con Rif. 35V (tenditori porta contatto 
    per poter meglio tendere il nastro) e Maniglia Rif. 11B;
  • l'impianto può essere "aperto" non c'è bisogno che si chiuda elettricamente l'anello ma 
    alla partenza ed alla fine vi è un Rif. 35V
  • Il contatto elettrico tra un nastro e l’altro del recinto è garantito dal cavetto Rif. 59H 
    che congiunge le fibbie del tenditore Rif. 35V

Perché il recinto di Sicurezza Antiurto e non altri

  • Premessa:

Dopo anni di impianti ed le applicazioni più diverse, vi proponiamo il sistema, che la nostra esperienza, ha determinato come migliore per il contenimento dei selvatici ed in particolare per i cinghiali, tanto che il sistema che andremo a descrivere ha più di 5 brevetti, nei paletti Rif. 12/2, negli isolatori Rif. 9N nell'elettrificatore Rif. E7 nei tenditori Rif. 35V e nel nastro Elettrificato Antiurto di Sicurezza Rif. B/M1. A supporto del nostro pensiero troverete dei campioni in omaggio che avvalorano e vi danno prova dell'efficienza del sistema in offerta.

  • Principio di funzionamento: la potenza e l'etologia

Il nostro sistema ANTI CINGHIALE viene distribuito in svariate parti del mondo. Il nome completo del sistema è SISTEMA DI RECINZIONE ANTI CINGHIALE ELETTRIFICATO CON NASTRO DI SICUREZZA ANTIURTO

 

Il contenimento o la protezione di porzioni di territorio dai cinghiali a nostro avviso non deve essere considerata alla stessa stregua del loro abbattimento e nemmeno deve portare nocumento agli altri animali selvatici creandogli ferite o danni fisici. Troppi animali infatti urtano tagliandosi o mutilandosi nei cavi o nelle corde elettrificate tese che dovrebbero portare la corrente e che per problemi di linea e dispersioni non riescono a portarne a sufficienza (studi sul livello di sensibilità dei cinghiali hanno dimostrato che per farli retrocedere o variare di percorso vi devono essere almeno 3.000 - 4.000 Volts sulla linea ).

Sorge spontanea la considerazione che per ottenere il contenimento di questi animali si debba tenere conto di svariati fattori: la visibilità della barriera di contenimento, la resistenza della stessa, la trasmettibilità dell'impulso elettrico, l'isolamento del circuito che sottende alla funzionalità del sistema ed il costruire un sistema a più altezze (almeno due).

Altri parametri importantissimi sono la solidità dell'impianto, l'assistenza, il minimo di manutenzione sulla linea elettrificata, la robustezza della stessa.

Il nostro sistema soddisfa tutte queste necessità e si avvale di un apposito nastro con caratteristiche e performance tali da renderlo molto visibile dagli animali, come poi vedremo nella descrizione tecnica dei materiali. Questo, unito alle alte performance del sistema da un punto di vista elettrico, alta trasmettibilità e grande potenza degli elettrificatori, ed alla sua visibilità intrinseca, fa associare all'animale colpito dall'impulso elettrico, il nastro stesso: studi effettuati sul comportamento animale hanno rilevato che mentre un ovino o un caprino saggiano l'impulso elettrico almeno due volte su un arco di 15 ore per i cinghiali questo intervallo è molto maggiore ed a volte arriva a circa due giorni. Anche da questo dato si rileva velocemente che un ostacolo elettrificato ben visibile diventerà velocemente un passaggio invalicabile e quindi provocherà un cambiamento della direzione dei gruppi di cinghiali. Sperimentalmente con circa 180 installazioni funzionanti sul territorio italiano, abbiamo notato che le femmine con prole nella tarda estate o negli inverni con grandi dissesti climatici, sono i soggetti più problematici. Infatti di norma si muovono in piccoli branchi, formati dalla loro intera famiglia e, se in corsa, travolgono tutti gli ostacoli. Nelle più differenti situazioni abbiamo notato che per un miglior loro contenimento la recinzione deve essere messa nel pulito ad almeno un metro o un metro e mezzo dalla selva o dalla zona boscata. Questo sottolinea ancora di più che l'effetto visivo del nastro si associa a quello punitivo della corrente, se all'animale viene data la possibilità di rendersi conto della presenza del nastro. In ogni caso la resistenza del nastro e la flessibilità del sistema permettono di attutire il colpo inferto dalla carica del cinghiale. Ecco perché i paletti auto isolanti che consigliamo Rif. 12/2, portano il nastro su due altezze in modo disassato dove la parte bassa è avanti rispetto a quella superiore.

Quindi non solo la forza e la potenza ma anche l'intelligenza, lo studio del suo comportamento, la praticità e l'esperienza per controllare il cinghiale come anche gli altri selvatici: in riassunto il SISTEMA DI RECINZIONE ANTI CINGHIALE ELETTRIFICATO CON NASTRO DI SICUREZZA ANTIURTO

Ecco alcuni esempi di applicazione

Ecco l’esempio di una recinzione che salvaguarda un golf club: l’uso del nastro Rif. B1 e delle paline Rif. 12/2 risolve il problema.

Se ben teso è un ottimo deterrente ma anche un elemento estetico di valore!

Ecco l'applicazione sulle colline del Canadese a difesa di un frutteto.

Ogni aspetto è stato curato nei minimi dettagli, nulla è lasciato al caso: prima della installazione è stata eseguita una profonda pulizia, da erbe e infestanti.

Un particolare importante: nei punti di cambio pendenza e negli angoli un palo in legno Rif. 47P e tenditori Rif. 35V o anche semplicemente i Rif. 9F.

Sempre a protezione di una piantagione una linea. Notate che un opportuno spazio è stato lasciato tra il frutteto e la recinzione, ma anche tra la recinzione e i bordi della radura.

Per contenere i cinghiali a difesa delle coltivazioni.

Il ripopolamento del cinghiale ha portato dei notevoli problemi, ecco come sono stati risolti ad esempio al Parco Nazionale degli Abruzzi!

Fissati gli angoli e montati gli isolatori con i tenditori (Rif. 9F o Rif. 35V)

Posizionati i paletti Rif 12/3 stando attenti a non superare la distanza di 4/5m l'uno dall'altro.

Si stende il nastro.
Si mettono a punto le porte e si definiscono i collegamenti elettrici.

Ed ecco come connettere lo speciale Rif.E7 con il suo cavetto Rif.59L lungo 150 cm.
Il suo contenitore in ferro zincato lo preserva dalle intemperie garantendogli durata ed efficienza.

Ecco dove alloggiare la batteria a lunga durata, Rif.31.

Il risultato è ottimane e funzionale.

Ecco un ultimo trucco!

Un cancello elettrificato ferma i cinghiali! Ma non le auto!

Il nostro nastro è resistente, tanto che se si mettono più strisce con l'apposito Kit Road Gate nessuno quattro zampe, per paura della corrente che conosce bene, passerà più da quel varco, cavallo, bovino, ovino o addirittura cinghiale.
Pensate il nastro così posizionato, senza sassi o altro che possa danneggiarlo, dura circa 2 anni.
Ovviamente dobbiamo passarci sopra a passo d'uomo.

Ma come vedete dalla foto, piazzato l'elettrificatore Rif. E4, in modo da poterlo accendere e spegnere... tutto è più
facile!

IL KIT ROAD GATE

Il KIT ROAD GATE contiene:

  • 1 bobina di nastro marrone da 100m  
  • 4 basi isolanti
  • 2 aste isolate
  • 6 isolatori (due effettivi e 4 di scorta)
  • 25 clips per mantenere il nastro al suo posto
  • 3 paletti zincati per fissare il tutto
  • 1 paletto per Rif. E4
  • 2 Cartelli
  • 1 Rif. 59L connettore

Alcune fotografie delle nostre applicazioni